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Pulizia della fossa biologica

Fossa biologica piena, cosa fare?

Avrete di certo sentito parlare di fossa biologica, essa assolve una funzione sostituiva, è installata nei luoghi dove il sistema fognario non è presente.

La fossa biologica definita in gergo tecnico fossa settica, ha lo scopo di sostituire il normale servizio fognario, quando lo stesso non è vigente in determinate zone. Solitamente le aree di maggior interesse sono i luoghi di campagna o siti isolati distanti dalla città e, pertanto, non raggiungibili dal sistema fognario cittadino.

Strutturalmente la fossa biologica ha la forma di una vasca o grande contenitore, un tubo fa defluire i rifiuti in essa e un altro li trasporta verso l’esterno, mentre una botola garantisce le attività di spurgo ed ispezione.
Lo scopo prioritario di una fossa biologica è quello di contenere i rifiuti alimentari derivanti dagli scarichi delle cucine e i bisogni fisici umani liquidi e solidi che provengono dal wc.

Qui di seguito alcune informazioni pratiche su quali tecniche utilizzare in caso di intasamento di una fossa biologica, meglio il fai da te o rivolgersi ad un professionista del settore? Non vi sono dubbi, la competenza di un esperto del settore grazie all’utilizzo di strumenti adatti garantiscono un successo senza eguali per lo spurgo delle fosse biologiche.

 

Come agire quando la fossa è piena?

Una buona e continua manutenzione della fossa biologica è obbligatoria al fine di:

  • non comprometterne il funzionamento;
  • evitare la dispersione nell’ambiente di odori sgradevoli frutto della decomposizione dei rifiuti accumulati e non smaltiti nel tempo;
  • e nei casi più gravi la fuoriuscita dei rifiuti solidi e liquidi in essa contenuti.

Al fine di non incorrere in queste spiacevoli situazioni è necessario sapere come pulire una fossa biologica.
Si sconsiglia la pulizia della fossa biologica fai da te, infatti incorrere in errori per l’utilizzo di prodotti e tecniche sbagliate è molto facile, mentre un professionista, un tecnico dello spurgo, munito di competenze e strumenti è certamente più efficace.

Dinanzi ad una fossa biologica piena è necessario l’intervento di esperti del settore, attenzione, però, si deve trattare di professionisti iscritti e facenti parte dell’ all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, l’adesione certifica non solo la competenza e preparazione tecnica dei soggetti che ne fanno parte, ma garantisce anche l’utilizzo di attrezzature e prodotti specifici e non invasivi per lo spurgo delle fosse biologiche e, soprattutto, nel pieno rispetto ambientale, utilizzando prodotti naturali a zero inquinamento atmosferico.

Diversamente dal sistema fognario, la fossa biologica si basa su un sistema statico, in essa confluiscono quelle che prendono il nome di acque nere, liquidi e solidi derivanti dal wc, e acque grigie, rifiuti liquidi e solidi derivanti dalla cucina.

Una parte dei rifiuti è trasportata da un tubo verso l’esterno e una parte si addensa sul fondo della fossa biologica, è necessario, pertanto, per evitare intasamenti svuotare periodicamente la fossa biologica.

Lo spurgo della fossa biologica è un procedimento che si realizza in diversi passaggi: (pulizia, svuotamento, lavaggio, ispezione con telecamere per comprendere le ragioni del problema e scavo).

La manutenzione per la fossa biologica si compone di 3 fasi basilari:

  • la prima fase è bifasica prima viene svuotata la fossa biologica e, poi, i rifiuti organici estratti vengono smaltiti nelle aeree apposite;
  • la seconda fase è la videoispezione, dopo aver svuotato la fossa biologica, attraverso l’utilizzo di una microcamera, si controlla lo stato di salubrità delle tubature e della vasca contenitore, si verifica la presenza di rotture o corrosioni;
  • la terza ed ultima fase è il lavaggio, questa fase ha un’azione disincrostante, si utilizzano prodotti naturali per scrostare lo sporco accumulato nelle tubature e sul fondo della fossa biologica.

Tali fasi sono propedeutiche tra di loro e necessarie per garantire un corretto funzionamento della fossa biologica nonché garantirne la sua durata tempo.
La squadra specializzata si reca sul luogo dove è presente la fosse intasata con un camion antispurgo, si tratta di un veicolo munito di tutto quanto necessario per lo spurgo delle fosse biologiche.

Il camion è equipaggiato con una pompa di aspirazione, attraverso la quale i rifiuti vengono immessi nell’autocisterna e, poi, defluiti in apposite discariche per lo smaltimento dei rifiuti organici.
In poche parole il camion è posizionato in prossimità della fossa biologica, si apre la botola che consente l’accesso alla vasca o contenitore e si aspirano i liquami, fino a che la fossa non risulti totalmente pulita e vuota.

La pratica può paradossalmente sembrare semplice, ma non è così, l’antispurgo può essere manovrato e guidato solo da personale specializzato ed autorizzato per legge, nonché deve possedere le caratteristiche tecniche stabilite dalla normativa settoriale.
Concluso lo svuotamento, la ditta specializzata in antispurgo offre un servizio aggiuntivo e in alcuni casi consigliato al cliente, in cui con una telecamera ispeziona la fossa biologica, al fine di individuare la causa scatenante dell’intasamento ed eventualmente effettuare degli scavi per rendere la fossa biologica più profonda.

L’operazione di video-ispezione offre un servizio di informazioni tecniche ed utili alla gestione nel tempo della fossa biologica, al fine di garantirne la massima produttività.
Nel momento in cui si decide d’avvalersi di una fossa biologica, prioritaria è la manutenzione e la pulizia periodica, almeno una volta l’anno è necessario contattare una ditta specializzata, che si occuperà di svuotare e ripulire la fossa biologica.

Lo scopo è duplice, evitare intasamenti e di conseguenza reflussi, odori cattivi e scongiurare la presenza di animali come topi o blatte.

Come capire se la fossa biologica è piena?

Olfatto, udito e vista sono i sensi che permettono di percepire quando una fossa biologica è piena.
La fossa biologica può definirsi intasata in presenza di alcuni segnali di rischio, si tratta di indicatori del livello di gravità del problema, vi rientrano ad esempio, i rigurgiti, i reflussi di acqua, gli odori sgradevoli dalle tubature e dai sistemi di scarico.

La fossa biologica deve essere subordinata a continue e periodiche pulizie e svuotamenti al fine di scongiurare il pericolo di intasamento e cattivo funzionamento.
I sintomi della fossa biologica piena sono il defluire lento dell’acqua dal lavandino o il traboccamento al di fuori del wc di liquami come sostanze organiche, odori cattivi ecc….

In presenza di tali segnali è necessario attivarsi per evitare che la situazione si aggravi, e non incorrere nel pericolo di respirare un’aria inquinata o entrare a contatto con animali quali blatte e topi.

Il cattivo funzionamento della fossa biologica può determinare problemi seri di salute ed ambientali. Il soggetto che si avvale di una fossa biologica non funzionante incorre in problemi tecnici, in quanto il suo sistema idrico ha un deficit che non gli consente il normale uso dei servizi igienici e legati alla cucina, il rigurgito o il rallentamento della fluidità dell’acqua ostacola le normali operazioni della routine quotidiana.

Tale disagio ha effetti negativi sulla salute, la dispersione nell’ambiente di odori sgradevoli e di sostanze tossiche vizia l’area respirata, e ciò può favorire l’insorgere di malattie infettive e cancerogene.

La mancata possibilità di poter provvedere quotidianamente e nel modo più corretto alla propria igiene favorisce l’incremento di batteri.
Altrettanto rilevante è l’impatto ambientale, il malfunzionamento di una fossa biologica causa gravi problemi di inquinamento atmosferico, i rifiuti organici non opportunamente smaltiti generano gas tossici che si disperdono nell’ambiente e nella terra dove è posizionata la fossa fino ad alterare la composizione dell’acqua e renderla non potabile e nociva.

Posso fare la pulizia della fossa biologica fai da te?

Un errore in cui si cade spesso nella pulizia della fossa biologica fai da te è l’utilizzo di liquidi corrosivi, che vanno ad aggravare se non addirittura a rendere inutilizzabile la stessa.
Spesso e volentieri si utilizzano oli o grassi, che intasano ancor di più la fossa favorendo i reflussi esterni, e agenti chimici.
In particolare, l’utilizzo dell’ acido muriatico nella fossa biologica può comportare effetti irreversibili, la sua azione corrosiva è tale da rendere inutilizzabile i tubi di scarico in pvc o metallo di cui essa si compone.

La combinazione di acidi da parte di chi non ha competenze chimiche può risultare gravemente tossica ed inquinante per l’uomo e l’ambiente.
La soluzione fai da te migliore è una miscela fatta di bicarbonato di sodio e ed aceto bianco, efficiente, ma non quanto un intervento di un professionista con le dovute apparecchiature.

La miscela va versata attraverso il lavandino o il water, dopo poche ore l’effetto corrosivo dell’aceto e bicarbonato favorirà la decomposizione dei rifiuti organici liberando le tubature.

Consigliato è anche versare acqua direttamente nella fossa, al fine di favorire il defluire verso l’esterno dei liquami.
A tali rimedi naturali, che potremo definire di usanza popolare, si accompagnano l’utilizzo di prodotti commerciali ed industriali come l’attivatore fossa biologica.

In caso di un intasamento della fossa biologica, laddove, i rimedi naturali non bastino, sarà necessario munirsi di appositi prodotti per il suo spurgo come l’attivatore fossa biologica, si tratta di un prodotto naturale contenenti batteri ed enzimi creato appositamente per la pulizia delle fosse.

L’attivatore si presente sotto forma di liquido o capsula che si scioglie una volta messo a contatto con l’acqua.
La procedura è semplice l’attivatore va scaricato usualmente nel wc o se si vuole nella fossa interessata dall’intasamento, il prodotto defluisce attraverso i tubi e li stura, grazie all’attivazione di questi particolari enzimi e batteri che mangiano lo sporco e lo spingono verso l’esterno.
Naturalmente, questa soluzione riguarda intasamenti lievi e si tratta di palliativi a breve termine, in quanto nella maggior parte dei casi il problema si ripresenta dopo poche settimane.

Trattasi di un’operazione marginale che non va a risolvere la causa predominante del problema, ecco perché è sempre meglio rivolgersi ad un professionista del settore.
Un privato non gode della strumentazione tecnica di un professionista in materia, le operazioni di spurgo fai da te avvengono di solito manualmente mediante l’utilizzo di corrosivi come “soda caustica”, attrezzi come “spatola metallica” e una “pompa” collegata al rubinetto per far defluire l’acqua, ma si tratti di accorgimenti rudimentali e sicuramente meno efficienti di un camion antispurgo o apparecchiature di video ispezioni calate direttamente nelle tubature.

Non è semplice individuare il punto di intasamento ad occhio nudo o il fattore scatenante.
La soluzione più opportuna è richiedere la periodica assistenza di una ditta specializzata nel settore, che svuoti, pulisca e lavi la fossa, coadiuvando il lavoro degli esperti evitando di intasare la fossa involontariamente per disattenzione e abitudini inappropriate.

Una cattiva abitudine da parte di chi possiede una fossa biologica è l’utilizzo in eccesso di detergenti o prodotti chimici quali detersivi, che ostruiscono e rendono meno fluida il passaggio dei rifiuti organici attraverso la fossa biologica, si tratta di sostanze corrosive, che alterano il materiale di cui si compongono le tubazioni e favoriscono il reflusso dei rifiuti.

Si consiglia di evitare anche di far defluire nel lavandino o nel wc rifiuti che non possono facilmente essere smaltiti come ossa, materiale plastico e tutto ciò che normalmente andrebbe buttato in un normale cestino dei rifiuti dell’indifferenziata.

In poche parole possono essere gettati nel wc o lavandino solo prodotti costruiti in materiale biodegradabili.
Una fossa biologica ben curata ha una durata di quasi 40 anni, ma bisogna tenere i giusti accorgimenti, se si utilizza il wc come un cestino dei rifiuti buttando al suo interno assorbenti, plastica o quant’altro, che non è biodegradabile cioè che si decompone al contatto con l’acqua, o si utilizzano agenti chimici altamente corrosivi, si compromette altamente la durata e il funzionamento della fossa biologica.